
Il giornalino della scuola primaria di Lierna
DICEMBRE 2007 anno 13 n.1

TeleThon e la scuola di Lierna
Su TeleThon gli alunni raccontano
gemellaggio - Italia/Cuba:
La campestre
Perché un progetto Intercultura?
A cura di
Daniela Menetti

In questi ultimi anni i processi migratori in aumento, che spingono molti
individui a spostarsi dai loro paesi di origine, per lo più dal continente
africano e dai paesi dell’est europeo e asiatico, hanno coinvolto
anche il nostro paese.
La scuola deve diventare luogo privilegiato dell’incontro delle diversità,
dello scambio interculturale; come educatori dobbiamo fornire agli alunni
la possibilità di capire perché questo fenomeno è in
aumento, perché sempre più persone abbandonano i loro paesi,
i loro cari, le loro abitudini per intraprendere un viaggio, un’avventura
alla ricerca di un’esistenza migliore.
Abbiamo quindi deciso, per una più facile e costruttiva integrazione,
di sensibilizzare la cultura dell’accoglienza, valorizzando la diversità
intesa come punto di forza e non di debolezza, come arricchimento personale
e sociale.
Per questo da settembre a dicembre, il giovedì mattina, la nostra
scuola si sta aprendo a mondi lontani e poco conosciuti, per insegnare ai
bambini a non aver paura del “diverso” e a diffondere la cultura
dell’accoglienza e del rispetto delle differenze.
Abbiamo accolto a scuola persone di nazionalità diverse che ci hanno
parlato di usi, costumi, piatti tipici dei loro paesi di origine.
In questi incontri i bambini hanno posto domande interessanti e si è
cercato di valorizzare soprattutto l’aspetto emotivo-relazionale.
Ogni gruppo approfondirà alcuni aspetti di un determinata nazione
e questo percorso si concluderà con un momento di festa in occasione
del natale.
Forse parlare di conclusione è errato perché, affinché
la scuola diventi veramente luogo di scambio e di crescita, sarà
importante continuare su questa strada in modo che i bambini capiscano che
ogni individuo deve essere riconosciuto nella sua dignità di uomo,
di portatore di valori, tradizioni e culture diverse, aprendosi a ciò
che non si conosce e camminando insieme verso un mondo sempre più
“globalizzato”, impegno questo che dovrebbe essere assunto anche
dalle famiglie e dall’intera comunità, abbandonando un po’
l’idea che tutto ciò che ci appartiene e fa parte della nostra
cultura sia meglio “dell’altro”, “del lontano”
e dello “sconosciuto”.
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