VOLARE SU LIERNA

Il giornalino della scuola primaria di Lierna

DICEMBRE 2009 anno 15 n.1

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Prima pagina

Primo giorno di scuola

Attività primo giorno

La castagnata

Conosco il mio paese "sentiero del viandante"

Il signor Pensa racconta-classi 1^ 2^

Il signor Pensa racconta classi 3^ 4^ 5^

Uscita sul sentiero

Sentiero Viandante storia

Ospizi e chiese sul Sentiero del Viandante

Sentiero viandante rocce

Sentiero viandante flora e fauna

Progetto ulivi

Dalle olive ...all'olio

Produzione dell'olio

Olio - informazioni storiche

La leggenda dell'ulivo

Gita a Milano

Una classe di poeti

Redazione

 

 

 

 

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INCONTRO CON IL SIGNOR PENSA CARLO

(classe 5^)

pellegrino

Il giorno 9 novembre è venuto a scuola il signor Carlo Pensa, a spiegarci com’era e a che cosa serviva il sentiero del Viandante.
Lo abbiamo invitato perché è uno studioso, esperto conoscitore di questa zona.
Per coinvolgerci maggiormente ci ha raccontato una storia che ha come protagonisti un pellegrino e suo figlio.
“Siamo nel 1631.
Un’ epidemia di peste ha provocato numerosi morti nella zona del Nord Italia.
Un padre di Lierna fa un voto al Signore: se la sua famiglia fosse stata risparmiata, lui si sarebbe recato a Roma in pellegrinaggio per ricevere la benedizione del Papa.
Così fu.
Lascia alla famiglia delle provviste per l’inverno: castagne, miglio, mais, un poco di frumento, formaggio e della legna.
Sarebbe stato il figlio maggiore a occuparsi della famiglia nel periodo di assenza del padre.
Una mattina, verso le cinque, dopo aver indossato un mantello, un grande cappello e aver preso un bastone di nocciolo inciso, sveglia il figlio che lo accompagna, illuminando la strada con un lumicino, a Genico per prendere il sentiero del Viandante: con altri pellegrini, giungerà a Lecco per poi proseguire fino a Roma.
Il viaggio sarà lungo, faticoso, potrà durare alcuni mesi; sugli Appennini potrà incontrare i briganti, i lupi, gli orsi, il freddo e il gelo.
Il sentiero del Viandante era l’unica via di comunicazione tra i paesi del lago: in alcuni punti era stretto, con ripidi gradini scavati nella roccia, dove potevano passare solo le persone; in altre zone era più largo, poteva essere percorso da animali e piccoli carri. Il fondo era ricoperto di ciottoli per evitare che nelle giornate di pioggia ci fosse fango.
Durante il loro cammino i pellegrini potevano mangiare e riposare in ostelli costruiti sul sentiero.
Il mantello diventava allora una coperta per proteggersi dal freddo durante il sonno.
Queste costruzioni ospitavano molte persone che si facevano compagnia, scacciando la solitudine e la tristezza per la mancanza dei propri cari.
Sul loro percorso i pellegrini potevano pregare ai piedi di cappellette o all’interno di piccole chiese.
Nelle loro preghiere chiedevano protezione per la famiglia e il pensiero andava al figlio maggiore che doveva occuparsi della casa: procurare la legna per il camino, portare al pascolo le poche pecore e la mucca, mungere e lavorare il latte per avere formaggio e burro.
In primavera il pellegrino torna a casa, portando la benedizione del Papa a tutta la famiglia.
La vita riprende come sempre.


Un po' di approfondimento storico...

I pellegrini
Già dopo il 1000 d.C viene sentita la necessità dell’esperienza del pellegrinaggio: recarsi collettivamente o individualmente a un luogo sacro per compiervi atti di religione a scopo votivo o penitenziale.
I pellegrini quindi camminavano per lunghi periodi.

GLI ABITI DEL PELLEGRINO
La cappa, un mantello lungo fino ai piedi, di color nero.
Serviva per ripararsi dalla pioggia e dal freddo e veniva usato come coperta durante il riposo.
Il cappello aveva larghe tese e serviva per riparare il capo dalla pioggia.
Il bastone era di nocciolo inciso, a volte aveva la punta metallica, serviva per appoggiarsi lungo il cammino e per difendersi dai briganti che spesso assalivano i pellegrini.


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