
Il giornalino della scuola primaria di Lierna
DICEMBRE 2007 anno 13 n.1

TeleThon e la scuola di Lierna
Su TeleThon gli alunni raccontano
gemellaggio - Italia/Cuba:
La campestre
Come si vive a Cuba
a cura del gruppo "I grandi Dentro"

Il 22 Novembre sono venute le mamme dei bambini non italiani
che frequentano la nostra scuola.
Il nostro gruppo ha intervistato la mamma della Sheila, che viene da Cuba.
La signora Isa ci ha raccontato che a Cuba c’è una dittatura:
il capo è Fidel Castro che governa con la sua famiglia . Cuba non
può commerciare con gli altri stati perché gli stati Uniti
hanno messo l’ embargo.
Tutto a Cuba è proprietà dello Stato; i cittadini ricevono
una casa, una tessera che gli permette di ricevere i generi alimentari di
prima necessità e se lavorano a lungo impegnandosi potranno ricevere
un’automobile, ma che rimane sempre proprietà dello Stato e
non possono rivenderla. Quando lavorano ricevono uno stipendio di ca. 300
pesos l’equivalente di 10 €, con questi soldi devono pagare l’elettricità
e il cibo che non viene fornito con la tessera. Tutto ciò che a loro
serve sono obbligati ad acquistarlo nei negozi messi a loro disposizione
dallo Stato. Se ricevono soldi dai familiari che sono residenti all’estero,
sono obbligati a cambiarli in dollari cubani.
La scuola cubana è strutturata un po’ diversamente dalla nostra:
ci sono sei classi di scuola primaria, tre classi di scuola secondaria di
primo grado e poi ci sono ancora tre anni e si può scegliere tra
la scuola di danza, di musica o di arte e infine c’è il liceo
che è un po’ come la nostra università. Nella scuola
primaria non c’è spazio per materie come immagine, musica,
laboratori…ecc., ma si studiano solo le materie fondamentali. In tutte
le classi c’è una televisione, perché durante la mattinata
scolastica avviene una interruzione e tutti devono seguire le lezioni che
lo Stato manda in onda.
La cucina cubana è molto semplice e i piatti principali sono a base
di riso e fagioli. La loro è una cucina sana, anche se esistono salse
e fritture che sono secondarie.
Nelle città le case sono in muratura, ma nei paesi esistono tante
capanne. Il paese, racconta la signora, è povero e le persone cercano
di andare via, per permettere ai loro figli una vita migliore, ma quando
sono nei paesi che li ospitano, rimpiangono molto il sole e il calore della
gente della loro terra. Hanno anche molta nostalgia, specialmente i bambini,
della sicurezza che ancora esiste in quei luoghi: i bambini vivono molto
all’aperto, giocano con gli altri e i genitori non devono temere che
possa capitare loro qualcosa di brutto. Non c’è molta violenza.
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