VOLARE SU LIERNA

Il giornalino della scuola primaria di Lierna

DICEMBRE 2009 anno 15 n.1

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Primo giorno di scuola

Attività primo giorno

La castagnata

Conosco il mio paese "sentiero del viandante"

Il signor Pensa racconta-classi 1^ 2^

Il signor Pensa racconta classi 3^ 4^ 5^

Uscita sul sentiero

Sentiero Viandante storia

Ospizi e chiese sul Sentiero del Viandante

Sentiero viandante rocce

Sentiero viandante flora e fauna

Progetto ulivi

Dalle olive ...all'olio

Produzione dell'olio

Olio - informazioni storiche

La leggenda dell'ulivo

Gita a Milano

Una classe di poeti

Redazione

 

 

 

 

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IL SENTIERO DEL VIANDANTE: UN PO’ DI STORIA

(classe 5^)

Torre di avvistamento

Il Lago di Como, una via naturale

Il Lago di Como costituì, fin dall’epoca romana e forse anche prima, una via naturale che facilitò i flussi commerciali da nord a sud e viceversa attraversa le Alpi, visto che i passi alpini del Maloja, dello Spluga e del Septimer sono distanti circa 50 chilometri dalla riva di Chiavenna, dove allora arrivava il lago.
Le merci più pesanti ( rame, ferro, ottone, stagno) venivano trasportate via lago, mentre viandanti pellegrini e eserciti, sceglievano come alternativa una via di terra, o meglio due. La prima, di origine romana, molto nota e passata alla storia col nome di Strada Regina, seguiva la sponda occidentale del Lario, da Como fino a Sorico e a Chiavenna.
La seconda sulla sponda Orientale che collegava Lecco a Colico.
Nella zona Orientale del Lario, la strada della Valsassina, da Lecco a Bellano, lungo le valli del Gerenzone e della Pioverna, fu fino all’inizio xix secolo la migliore via di transito verso la Valtellina nonostante le difficoltà che si interponevano quali l’impaludamento frequente della piana di Balisio, le frane e le alluvioni che rovinavano i ponti, le sentite pendenze del tratto soprastante Bellano.

Il sentiero del Viandante

Questa strada fu probabilmente più usata nel medioevo che nei secoli a noi più prossimi come itinerario che da Milano risaliva verso le Alpi.
Il percorso che i viaggiatori dovevano affrontare era disagevole a causa dei frequenti posti di guardia e di pedaggio e malsicuro per possibilità di frane, pioggia e ghiaccio. Perse quindi importanza e venne sostituito.
La denominazione di “Sentiero del Viandante” è comunque fittizia, creata solamente per motivi escursionistici: in realtà, nella storia questo percorso non ebbe mai una sola denominazione, ma vari nomi locali ( Via Ducale, Via Regia, Strada dei Cavalli e anche Via dei Viandanti ).
Con il passare degli anni, il percorso venne migliorato o modificato in alcuni tratti, finchè nel 1832
si portò a compimento la Strada Militare per lo Stelvio nel tratto fra Lecco e Colico.
Il Sentiero del Viandante scomparve e venne usato solamente dagli abitanti del luogo come collegamento tra i vari centri rivieraschi.
Gli storici pensano che questa strada, oggi chiamata “Via del Viandante”, risalga al tardo periodo della colonizzazione romana, anche se non esistono documenti scritti che lo testimoniano. Il ritrovamento di resti, come una pietra miliare a S. Pietro in Orfanella, alcune tombe a Mandello, un’area dedicata a Ercole a Castello di Abbadia, avvalora questa ipotesi, anche se la tecnica costruzione non assomiglia a quella usata dai Romani per costruire le loro strade.
Alcuni pensano che questa strada possa risalire ad un periodo ancora più antico; in orfanella sotto la cappella di S. Pietro sono stati rinvenuti resti di un edificio preromanico.
Questa via era formata da tanti tratti che univano tra loro antichi insediamenti, come Castello di Abbadia, Maggiana, Rongio, Genico… e collegava torri di avvistamento come Vezio e Dervio. Questi tratti avevano nomi diversi: Via Ducale, Via Regia, Via dei Cavalli e per un piccolo tratto anche Via dei Viandanti. Da documenti comunali risalenti al 1330 circa si sa che questi tratti dovevano avere una larghezza di un metro e settanta, per permettere il passaggio di carri; dovevano avere il fondo selciato ed essere delimitate da muretti o alberi. La loro manutenzione era affidata a vari comuni.
Gli studiosi pensano che il percorso doveva essere piuttosto disagevole ed era lungo da percorrere, per questo motivo dicono che lungo il tragitto si trovavano ospizi e chiese dove i pellegrini potevano sostare. Sembra che a Lecco ci fossero 6 ospizi, a Mandello 3, un altro era a S. Maria di Olcio; a Varenna c’ era il Monastero,a Bellano 1 ospizioe un convento, così nelle vicinanze di Colico c’era il convento di Piona.
Questa via assunse una certa importanza verso il 1800, quando i tratti più difficili vennero sostituiti
Da percorsi più vicini al lago(alcune carte di questo periodo la chiamano “Napoleona”.)
Prese completamente la sua importanza quando gli Austriaci costruirono la strada militare per lo Stelvio, l’attuale Provinciale 72.

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