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Cera una volta una povera famiglia, composta dal papā, dalla mamma e da due fratelli gemelli: un bambino e una bambina.
Un giorno andarono tutti nel bosco a raccogliere legna. Mentre compievano questo lavoro, i bambini scorsero fragoline selvatiche, mirtilli, more e lamponi. I bambini li assaggiarono e, siccome erano buoni, si allontanarono per cercarne ancora.
Ad un tratto si accorsero che si erano persi. Corsero allora a destra e a sinistra, ma, nono-stante i loro sforzi, non riuscirono più a ritrovare i genitori.
Improvvisamente videro un cervo con le corna impigliate in un cespuglio. L’animale, inseguito dai cacciatori, vi si era nascosto e ora non riusciva più a uscirne.
- Anna! Giulio! Aiutatemi!
I due bambini furono sorpresi da tutto ciò: com’era possibile che il cervo parlasse e cono-scesse i loro nomi?
Senza stare a pensarci, subito lo liberarono.
Appena libero, l’animale disse loro:
- Non mi riconoscete, vero? Sono vostro cugini Bernardo. Vi ricordate quando giocavamo insieme?
Anna e Giulio allora esclamarono:
- Che cosa ti è successo?
Bernardo spiegò che era vittima di un sortilegio del malvagio folletto
della montagna.
Immediatamente i due bambini si offrirono di aiutarlo a rompere l’incantesimo.
- Occorre impadronirsi del bastone che il folletto tiene nascosto nell’albero
parlante. – disse Bernardo.
Il cervo li fece montare
in groppa e li condusse al famoso albero magico.
La pianta enorme, che aveva si piedi del tronco una porticina, appena vide
arrivare Anna e Giulio, li salutò:
- Buongiorno amici, che cosa ci fate da queste parti? È Pericoloso
venire qui! Il folletto della montagna può essere da tutte le parti.
Nascondetevi, presto!
- Non siamo venuti per nasconderci, – disse Giulio – ma per
trovare il bastone magico del folletto.
- Su, su allora! – esclamò l’albero – Fate presto!
- Dov’è la chiave per aprire la tua porticina? – domandò
subito Anna.
L’albero spiegò allora che la chiave era nascosta in un nido
in cima alla sua chioma e che era custodita da un uccellaccio dagli affilati
artigli.
Dopo aver confabulato fra loro, i bambini salirono sulla pianta. Mentre
Anna distraeva il grosso uccello con qualche frutto di bosco, che avevano
conservato, velocemente Giulio prese la chiave dal suo nascondiglio.
Discesi dall’albero, i due fratelli infilarono la chiave nella serratura
e aprirono la porticina.
All’interno del tronco c’era una piccola stanza tutta d’oro
e al centro sopra un tavolo videro il bastone del folletto appoggiato su
un rosso cuscino.
Giulio afferrò immediatamente l’oggetto magico sul quale c’erano
tre pietre.
Appena il bambino sfiorò la prima gemma all’istante svanirono
tutti gli incantesimi del folletto: il cervo tornò bambino e anche
l’albero tornò a essere un boscaiolo.
Quando poi toccarono la seconda pietra d’incanto Anna, Giulio, Bernardo
e il boscaiolo si ritrovarono nella casa dei due bambini, dove i loro genitori
erano tornati disperati.
Dopo aver festeggiato il loro arrivo, il padre, incuriosito, volle toccare
la terza pietra e improvvisamente apparve un forziere che conteneva tutte
le ricchezze del folletto, grazie alle quali d’allora in poi vissero
felici e contenti.
Classe terza